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Quero
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Accessibilità Da Feltre a Quero (km 16) lungo la strada statale "feltrina" in direzione di Treviso; poco oltre la stazione ferroviaria di Quero-Vas si devia a destra salendo a Quero il cui abitato sorge su un rilievo collinare del Monte Cornelia (630 m), propaggine meridionale del M. Tomatico (1594 m); esso crea una sorta di sbarramento naturale lungo il corso del fiume Piave, prima della piana trevigiana; ad oriente invece il territorio è marginato dal solco meno profondo del torrente Tegorzo. Di qui l'importanza strategica del passaggio di Quero che pone in comunicazione la pianura veneta con l'area montana del bellunese. Lo si trova nominato da Plinio, che nomina Quero "Municipio di Querquani", e che esistesse fin dai tempi dei romani è accertato dai numerosi ritrovamenti di antiche vestigia. Fra queste la più importante è la lapide funeraria di Gaio Rapidio, quadrumviro in quel di Asolo, conservata presso la chiesa parrocchiale.Sede di dogana, Quero fu più volte fortificato e si conserva tuttora in prossimità della stazione FF.SS. sul Piave l'imponente mole di Castelnuovo, ultimo baluardo costruito dalla Repubblica di Venezia nel 1376, dal quale, a monte del territorio verso Feltre, si controllava sia la comunicazione stradale sia il traffico di zattere sul Piave: nel 1511 al tempo della guerra di Cambrai vi fu catturato il patrizio veneziano Girolamo Miani, poi fondatore a Somasca degli omonimi religiosi, dediti all'educazione dei giovani. L'abitato fu quasi totalmente distrutto durante la guerra mondiale 1915-18 e successivamente ricostruito: lo sovrasta la grande mole della chiesa parrocchiale, importante architettura neoclassica dell'architetto feltrino Sebastiano De Boni che ebbe una calorosa approvazione di Gianantonio Selva; nell'interno rimangono alcuni elementi di un grandioso tabernacolo barocco, già ricco di statue bronzee; dipinti del Salviati, di Palma il Giovane (fu rubata durante la guerra una tela di Jacopo Bassano).Una fiorente attività artigianale ed industriale nei settori dell'occhialeria e della fabbricazione di lampadari ha preso il posto degli antichi lanifici, sviluppando l'abitato verso la piana sopra la conca di Alano e lungo la collina verso il Piave. Su questa, in posizione di grande pregio ambientale e paesaggistico, sorge il monumento Ossario di oltre 4000 soldati caduti nella battaglia del Piave; severa costruzione in porfido eretta a guardia della valle come un castello, con pregevoli soluzioni architettoniche.Il comune conta quattro frazioni. In direzione di Feltre e lungo la strada statale sono Carpen e Santa Maria, raggruppate su terrazze sotto i dirupati canaloni del Monte Tomatico (1595 m).Tra le frazioni la più importante è Schievenin, al fondo dell'omonima valle sotto i pendii prealpini della catena Tomatico-Grappa; a Schievenin presso il Centro Giovanile "Col della Croce" è visibile una piccola raccolta di fossili, minerali e materiale naturalistico.Il centro è attrezzato con spazi per ristoro. Sempre in valle si trova una palestra naturale di roccia gestita dal Club Alpino Italiano. Presso l'abitato di Prada, poco sopra Schievenin, vi sono delle singolari formazioni rocciose dette "castelli" di Prada. Il borgo di Cillason (688 m) è arroccato su una piccola terrazzza pensile di una propaggine del Tomatico la cui vetta può essere da qui raggiunta con escursione non difficile in 2-3 ore di marcia, sempre con grande visuale sulla sottostante e profonda valle del Piave ed infine sulla pianura veneta verso Sud. Da Quero ad Alano: da Quero si discende al ponte che valica il torrente Tegorzo e si volge a destra risalendo alla conca di Alano.
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